Descrizione sintetica del medicinale
Provera è un preparato ormonale contenente medrossiprogesterone acetato, un progestinico sintetico derivato dal progesterone naturale. Questo farmaco appartiene alla categoria degli steroidi progestinici e viene impiegato principalmente per regolare disturbi del ciclo mestruale, trattare amenorree secondarie e proteggere l’endometrio durante terapie sostitutive con estrogeni. La sua azione si concentra sulla modificazione della mucosa uterina e sul controllo dell’emorragia attraverso meccanismi recettoriali specifici.
- Principio attivo
- Medrossiprogesterone acetato
- Classe farmacologica
- Progestinici sintetici; derivati del pregnano
- Indicazione primaria
- Disturbi della secrezione ovarica e terapia sostitutiva ormonale
- Meccanismo espositivo
- Agonista recettoriale progestinico selettivo
Meccanismo d’azione terapeutico
Il medrossiprogesterone acetato esercita la propria attività legandosi ai recettori nucleari per il progesterone presenti nell’endometrio, nelle ghiandole mammarie e nell’ipotalamo. Questo legame promuove la trasformazione della mucosa uterina dallo stadio proliferativo indotto dagli estrogeni a quello secretrice, stabilizzando il tessuto endometriale e prevenendo le perdite ematiche irregolari. L’effetto farmacologico include inoltre la soppressione della secrezione di gonadotropine ipofisarie, con conseguente inibizione dell’ovulazione quando il farmaco viene utilizzato a dosaggi elevati.
L’azione antiproliferativa sull’endometrio risulta particolarmente utile nel contrastare l’iperplasia indotta dagli estrogeni esogeni o endogeni. Nei tessuti mammari, il farmaco induce la differenziazione epiteliale riducendo la stimolazione estrogenica, mentre a livello centrale modifica il feedback neuroendocrino regolando l’asse ipotalamo-ipofisi-ovaio.
- Stabilizzazione e decidualizzazione dell’endometrio
- Inibizione della proliferazione epiteliale uterina
- Suppressione dell’ovulazione mediante blocco dell’LH
- Modulazione della sintesi di prostaglandine endometriali
- Riduzione della contractilità uterina
Posologie raccomandate per patologia
| Indicazione clinica |
Dosaggio giornaliero |
Frequenza di somministrazione |
Durata terapia e note |
| Amenorrea secondaria |
10 mg |
1 volta al giorno |
10 giorni consecutivi; sanguinamento da privazione previsto entro 3-7 giorni dalla sospensione |
| Emorragia uterina disfunzionale acuta |
10 mg |
3 volte al giorno |
5 giorni; riduzione possibile a 10 mg 2 volte/die dopo controllo emorragia |
| Endometriosi |
10 mg |
3 volte al giorno (iniziale) |
90 giorni consecutive, poi 10 mg 2 volte/die per 6-12 mesi totali |
| Terapia sostitutiva ormonale |
5-10 mg |
1 volta al giorno |
10-14 giorni al mese ciclio; assumere negli ultimi giorni del trattamento estrogenico |
| Anticoncezione orale continuativa |
150 mg |
Ogni 3 mesi (formulazione depot) |
Somministrazione intramuscolare profonda a rotazione siti |
| Carcinoma mammario metastatico |
1000 mg |
1 volta al giorno |
Continuativo fino a progressione malattia o intollerabilità |
| Carcinoma dell’endometrio |
200-600 mg |
Dividere in 2-4 dosi |
Variabile secondo risposta clinica; aggiustamento settimanale |
Istruzioni pratiche per l’assunzione
- Assumere le compresse intere con abbondante acqua, senza masticarle o frantumarle, per garantire il rilascio controllato del principio attivo
- Preferire l’orario dei pasti principali per ridurre irritazioni gastriche; il cibo non altera significativamente l’assorbimento intestinale
- Mantenere orari regolari (stessa ora ogni giorno) per ottimizzare la stabilità dei livelli plasmatici
- Per la terapia dell’amenorrea, escludere preventivamente la gravidanza mediante test diagnostici prima di iniziare
- Nelle terapie sostitutive ormonali cicliche, rispettare rigorosamente la sequenza temporale stabilita dal prescrivente
- Se si utilizza la formulazione iniettabile depot, assicurarsi che il personale sanitario utilizzi ago abbastanza lungo per raggiungere il tessuto muscolare profondo
- Non assumere il farmaco a stomaco completamente vuoto se si manifestano nausea o gastralgie
- Sospendere il consumo di alcolici durante il trattamento poiché possono aumentare il rischio di cefalee e sbalzi pressori
- Evitare esposizione solare prolungata e lampade UV senza protezione adeguata per ridurre il rischio di melasma
- Non interrompere bruscamente terapie prolungate senza consenso medico per prevenire sanguinamenti da privazione irregolari
Tempistiche d’effetto terapeutico
| Condizione trattata |
Inizio d’azione |
Durata dell’effetto |
Note specifiche |
| Amenorrea secondaria |
3-7 giorni post-sospensione |
Ciclo mestruale regolato 1-2 mesi |
Sanguinamento da privazione atteso entro una settimana |
| Emorragia acuta |
24-48 ore |
2-4 settimane |
Controllo emorragia entro 48-72 ore dall’inizio terapia |
| Endometriosi |
4-6 settimane per il dolore |
Mesi dopo sospensione |
Massimo beneficio antalgico dopo 3-6 mesi di terapia continuativa |
| Protezione endometriale TSO |
Immediato |
Durata assunzione |
Necessaria copertura completa dei giorni prescritti |
| Formulazione depot contraccettiva |
24 ore |
3 mesi (iniezione) |
Fine copertura contraccettiva graduale entro 6-9 mesi dall’ultima dose |
Reazioni avverse più frequenti
| Frequenza |
Effetti indesiderati |
Percentuale approssimativa |
| Molto comune (>10%) |
- Alterazioni del ciclo mestruale (spotting, amenorrea, irregolarità)
- Cefalea e mal di testa tensionale
- Nausea e dispepsia
|
10-30% |
| Comune (1-10%) |
- Edema periferico e ritenzione idrica
- Variazioni dell’umore (irritabilità, ansia, labilità emotiva)
- Dolore mastico e tensione mammaria
- Aumento ponderale (1-3 kg in media)
- Acne e seborrea
- Vertigini e sonnolenza
|
1-6% |
| Non comune (0.1-1%) |
- Depressione marcata
- Disturbo della coagulazione locale
- Ipertricosi e irsutismo
- Alterazioni della libido
|
<1% |
Segnali di pericolo immediato
- Tromboembolia venosa: dolore improvviso e intenso al polpaccio, calore localizzato, gonfiore asimmetrico, dolore al petto con respiro affannoso, expectorazione di sangue
- Eventi cardiovascolari: oppressione toracica, dolore irradiato al braccio sinistro o alla mandibola, sudorazione improvvisa, nausea grave con vertigini
- Disfunzione epatica grave: ittero della sclera e cute, urine di colore scuro simile alla coca, feci decolorate, prurito generalizzato persistente, dolore acuto all’ipocondrio destro
- Ipertensione severa: cefalea pulsante intensa, visione offuscata o perdita visiva transitoria, confusione mentale
- Reazioni anafilattiche: gonfiore facciale, lingue o faringe, difficoltà respiratoria, rash urticariale diffuso con prurito
- Depressione suicidaria: pensieri autolesivi, apatia profonda, insonnia persistente
Se compaiono sintomi suggestivi di trombosi venosa profonda, embolia polmonare, disturbi visivi persistenti, dolore toracico o segni di insufficienza epatica, interrompere immediatamente l’assunzione e recarsi presso il pronto soccorso più vicino. Per i disturbi di entità moderata che non compromettono le attività quotidiane, consultare il medico curante entro 24-48 ore.
Interazioni con altri farmaci
- Induttori enzimatici epatici (CYP3A4): Rifampicina, fenitoina, fenobarbital, primidone, carbamazepina e griseofulvina riducono significativamente le concentrazioni plasmatiche di medrossiprogesterone, compromettendo l’efficacia terapeutica e richiedendo monitoraggio clinico più frequente
- Farmaci anticoagulanti orali (cumarinici): I progestinici possono ridurre l’effetto anticoagulante e alterare i parametri INR; necessario controllo ematico settimanale nelle prime 2-4 settimane di co-terapia
- Aminoglutetimide: Riduce drasticamente la biodisponibilità del medrossiprogesterone acetato attraverso aumento del clearance epatico; evitare associazione o adottare monitoraggio intensivo
- Ciclosporina: Aumento della ciclosporinemia con rischio di nefrotossicità; necessario ridurre il dosaggio dell’immunosoppressore e controllare i livelli ematici
- Antidiabetici orali ed insulina: Riduzione della tolleranza al glucosio con possibile alterazione dei valori glicemici; aggiustamento posologico degli ipoglicemizzanti basato su automonitoraggio della glicemia
- Bromocriptina: Riduzione dell’efficacia di questo inibitore della prolattina quando assunto contemporaneamente a dosaggi elevati di progestinici
- Erbe ad azione ormonale: Agnocasto e soia possono interferire con l’effetto farmacologico; evitare integratori contenenti fitoestrogeni durante il trattamento
Condizioni che vietano l’impiego
- Gravidanza accertata o sospettata: Rischio di virilizzazione del feto femmina e interferenza con lo sviluppo dei genitali esterni; categoria a rischio assoluto
- Antecedenti personali di trombosi: Trombosi venosa profonda, embolia polmonare, infarto miocardico, ictus cerebrale o accidenti ischemici transitori precedenti
- Patologie epatiche attive o severe: Epatite acuta, cirrosi scompensata, tumori epatici primitivi o metastatici noti, inclusi adenomi epatici pregressi
- Sanguinamento genitale anomalo non diagnosticato: Per evitare di mascherare patologie sottostanti come iperplasia atipica o neoplasie dell’endometrio
- Tumori ormono-dipendenti sospettati o accertati: Carcinoma mammario o endometriale (eccetto che per indicazioni palliative specifiche con dosaggi elevati)
- Iperlipidemie severe non controllate: Specialmente ipertrigliceridemie marcate che possono aggravarsi con la terapia estrogeno-progestinica
- Otospongiosi: Progressione possibile della malattia dell’orecchio media durante terapie ormonali
Avvertenze per categorie specifiche
Pazienti di età avanzata
- Non richieste modifiche posologiche specifiche legate all’età cronologica
- Monitoraggio frequente della pressione arteriosa e del profilo lipidico ogni 3-6 mesi
- Valutazione del rischio cardiovascolare cumulativo con eventuali terapie antipertensive o anticoagulanti
- Attenzione alla funzione cognitiva in caso di sintomi depressivi
Periodo gravidanziale
- Assolutamente controindicato durante la gestazione; escludere stato gravidico prima di iniziare la terapia
- Rischio di mascolinizzazione dei genitali esterni del feto femmina se assunto nel primo trimestre
- Interruzione immediata del trattamento se gravidanza diagnosticata durante terapia
- Effetto teratogeno documentato per dosaggi elevati; necessaria contraccezione affidabile durante l’uso
Fase di allattamento
- Passaggio nel latte materno in quantità minime (circa 1% della dose materna)
- Possibile riduzione della produzione di latte nei primi mesi post-parto
- Nessun effetto clinicamente rilevante osservato nei lattanti esposti, ma monitorare eventuali segni di sonnolenza occessiva
- Valutazione individuale rapporto beneficio/maternità versus rischio neonatale
Compromissione epatica
| Gravità |
Raccomandazione |
Monitoraggio |
| Moderata (Child-Pugh B) |
Riduzione dosaggio del 50% |
Funzioni epatiche mensili |
| Compromissione lieve |
Dosaggio standard con cautela |
Controlli ogni 2-3 mesi |
| Severa (Child-Pugh C) |
Controindicato |
Terapia alternativa |
Insufficienza renale
- Nessuna riduzione posologica richiesta per alterazioni moderate della funzionalità renale
- Monitoraggio dell’equilibrio idrico-eletrolitico per prevenire aggravamento ipertensione
- Attenzione in pazienti dializzati: eliminazione del farmaco non significativamente influenzata dall’emodialisi
- Valutazione frequente della clearance della creatinina in pazienti con clearance inferiore a 30 ml/min
Modalità di conservazione ottimale
- Conservare le compresse rivestite a temperatura ambiente non superiore a 25°C in ambiente asciutto
- Proteggere dalla luce solare diretta e dall’umidità; evitare il bagno come luogo di riposizionamento
- Non congelare la formulazione iniettabile; mantenere a temperatura controllata tra 15°C e 25°C
- Conservare fuori dalla portata e dalla vista dei bambini, preferibilmente in armadietti chiusi a chiave o contenitori sicuri
- Verificare l’integrità del blister prima dell’uso; non assumere compresse con rivestimento danneggiato o scolorito
- Non utilizzare oltre la data di scadenza indicata sulla confezione anche se il prodotto appare integro
- Smaltire i farmaci scaduti o non utilizzati mediante raccolta farmaci alla farmacia; non disperdere nell’ambiente
Tipologie di confezionamento
| Forma farmaceutica |
Confezioni commerciali |
Dosaggi disponibili |
Caratteristiche |
| Compresse rivestite con film |
20 compresse in blister PVC/Alu |
5 mg |
Per uso orale ciclico breve |
| Compresse rivestite con film |
20, 30 o 60 compresse |
10 mg |
Dosaggio standard per amenorrea e TSO |
| Compresse rivestite |
30 compresse |
100 mg |
Alti dosaggi per indicazioni oncologiche |
| Compresse rivestite |
30 compresse |
200 mg, 400 mg, 500 mg |
Massimo dosaggio per carcinomi |
| Sospensione iniettabile |
5 fiale da 2.5 ml |
150 mg/ml |
Formulazione depot intramuscolare lenta |
Risposte a domande frequenti
- Così faccio se dimentico una compressa durante il trattamento?
- Se la dose dimenticata viene ricordata entro 12 ore, assumere immediatamente la compressa saltata e proseguire con il normale schema. Se il ritardo supera le 12 ore, omettere la dose dimenticata e riprendere alla solita ora il giorno successivo senza raddoppiare la quantità. Nel caso di utilizzo contraccettivo, utilizzare metodi barrierari aggiuntivi per 7 giorni successivi.
- Il farmaco può influenzare la capacità di guida?
- Provera può provocare vertigini, astenia o sonnolenza in alcune pazienti, specialmente nelle prime settimane di trattamento o con dosaggi elevati. Si raccomanda di valutare la risposta individuale al medicinale prima di guidare veicoli o utilizzare macchinari complessi. In caso di sintomi neuro-vegetativi marcanti, evitare la guida temporaneamente.
- Quanto tempo rimane efficace nel corpo dopo l’ultima dose?
- L’emivita plasmatica del medrossiprogesterone acetato orale è di circa 12-17 ore, con eliminazione completa entro 5-7 giorni. Tuttavia, gli effetti farmacologici sull’endometrio persistono per 2-4 settimane dopo la sospensione, mentre la formulazione iniettabile depot mantiene concentrazioni terapeutiche per 3 mesi. Il ritorno della fertilità può richiedere 6-12 mesi dall’ultima iniezione depot.
- Posso assumere Provera durante l’allattamento?
- È compatibile con l’allattamento solo dopo valutazione medica individualizzata. Sebbene le quantità trasferite nel latte siano minime e generalmente sicure, il farmaco può ridurre la produzione di latte soprattutto nelle prime 6-8 settimane post-parto. In caso di utilizzo, monitorare il neonato per sonnolenza eccessiva o aumento di peso ridotto.
- Perché devo interrompere periodicamente il trattamento?
- Le pause terapeutiche (sanguinamento da privazione) servono a verificare la risposta endometriale, escludere patologie sottostanti non diagnosticate e prevenire l’iperstimolazione progestinica continua. Inoltre permettono di valutare se il ciclo mestruale sia tornato spontaneo, indicando il recupero della funzione ovarica. La sospensione regolare riduce anche il rischio cumulativo di effetti metabolicivi a lungo termine.
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